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La campagna vaccinale procede spedita ormai da diversi mesi, e sono sempre di più le persone che in tutto il mondo ottengono un buon grado di protezione dal Covid-19. Fin dall'inizio delle somministrazioni si è spesso dibattuto sugli effetti collaterali che le varie tipologie di vaccino possono determinare sulle persone, e in particolare negli ultimi mesi alcune donne hanno segnalato disturbi nella regolarità del proprio ciclo mestruale dopo aver ricevuto uno dei vaccini contro il Sars-Cov-2.

La domanda che dunque sorge spontanea è se ci sia o meno un nesso causale tra il vaccino e l'alterazione del ciclo mestruale, e se eventualmente sia possibile prevenire questo disagio collaterale. Peraltro, molte donne si chiedono anche se ci possano essere conseguenze sul lungo periodo in termini di fertilità, e se in qualche modo possa esserne condizionata anche la gravidanza o la fase di allattamento. Grazie a recenti studi e indagini la situazione sembra comunque piuttosto definita, tanto che vale la pena di prevenire la diffusione di paure infondate: come vedremo, infatti, per le mestruazioni si tratta di effetti in generale possibili, ma in ogni caso rari, lievi e passeggeri.

Cosa si sa sull'irregolarità del ciclo mestruale

Le informazioni che abbiamo oggi a disposizione non sono ancora definitive, ma alcuni dati ufficiali giungono per esempio dall'ente regolatore del Regno Unito per i medicinali. Da questi numeri emerge che nel paese circa 4mila donne hanno riscontrato e segnalato problemi nella regolarità del ciclo mestruale poco tempo dopo avere ricevuto la somministrazione vaccinale.

Analizzando le differenze tra i vari vaccini, si è evidenziato in particolare come oltre 2.700 di questi casi siano legati alla formulazione Vaxzevria di AstraZeneca, mentre circa 1.150 riguardano il vaccino Pfizer-BioNTech e solo 66 sono collegati alla vaccinazione Moderna. Nonostante le problematiche legate al ciclo mestruale non rientrino tra gli effetti collaterali certificati per alcuno dei vaccini, la questione è ancora in corso di approfondimento. Anche se si tratta di un effetto plausibile, l'evidenza del nesso causale a oggi non è dimostrata, e comunque le reazioni avverse fin qui emerse non sembrano destare grosse preoccupazioni.

Tra i sintomi più frequenti che sono stati riscontrati ci sono: ritardi nel ciclo mestruale, intensità del flusso maggiore del solito e sanguinamento vaginale inaspettato. Le donne più colpite parrebbero essere quelle di età compresa tra i 30 e i 49 anni. I medici ritengono possibile che i vaccini possano avere effetti collaterali sul ciclo mestruale, ma solo a breve termine, anche perché il rivestimento dell’utero è fortemente legato al sistema immunitario.

Inoltre, sappiamo con certezza che altri vaccini causano effetti simili, come quello contro il papilloma virus e l'antinfluenzale. Per ora, però, non esistono studi ad hoc che tengano conto della presenza di possibili fattori di rischio per questa complicanza. Ciò che tranquillizza è soprattutto il carattere temporaneo degli effetti collaterali, che a quanto risulta permangono al massimo per 3 o 4 cicli mestruali. In ogni caso, vale il solito consiglio di buonsenso: in caso di sanguinamenti insoliti o altre problematiche collegate con il ciclo mestruale è bene contattare il medico. Non avrebbe senso, invece, rinunciare alla vaccinazione per il timore di questi effetti lievi e di breve durata.

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Fertilità, gravidanza e allattamento

Oltre alle irregolarità del ciclo, tra le preoccupazioni principali legate al vaccino anti Covid-19 c'è senz'altro quella di danni temporanei o permanenti a livello di fertilità. Si è discusso molto di se e di come il vaccino possa incidere sulla capacità riproduttiva, e tutti gli studi finora condotti hanno dimostrato una totale assenza di correlazione tra i vaccini anti Covid-19 e la riduzione della fertilità nelle donne. I dati a disposizione in questo caso sono parecchi, quindi solidi e ormai difficilmente confutabili. Gli unici a sostenere il contrario sono uno sparuto numero di oppositori dei vaccini, che attribuiscono alle formulazioni vaccinali delle controindicazioni infondate senza alcuna prova scientifica.

Qualche ulteriore considerazione merita poi la gravidanza, che come ben noto determina importanti cambiamenti fisiologici anche a livello del sistema immunitario. Gli studi scientifici finora condotti non hanno evidenziato correlazioni tra vaccini (sia nel caso siano a rna messaggero sia a vettore virale) ed effetti avversi in gravidanza. In caso si sia da poco scoperto di essere incinta, si suggerisce di attendere la fine del primo trimestre di gravidanza (come del resto vale anche per l'assunzione di farmaci non strettamente necessari), ossia di lasciare trascorrere la fase più critica in termini di abortività spontanea.

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Allo stesso modo, non c’è alcuna controindicazione per la somministrazione del vaccino durante il periodo di allattamento, come vale pure nel caso in cui si allatti durante un'infezione da Sars-Cov-2, a patto che sia asintomatica o di lieve entità. Addirittura, attraverso il latte materno è possibile trasmettere al bambino gli anticorpi protettivi dalla malattia.