(foto: Jill Weellington/Pixabay)

Con la fine del mese di maggio è iniziata - convenzionalmente - l'estate meteorologica, mentre con il 21 giugno comincia ufficialmente anche l'estate astronomica, in coincidenza con il solstizio d'estate. È un giorno dal fascino unico, celebrato fin dall'antichità per dare il benvenuto alla bella stagione.

La caratteristica fondamentale del solstizio d'estate, almeno dal punto di vista pratico, è la corrispondenza con la notte più corta dell'anno per chi si trova nell'emisfero boreale (ossia quello nord). Di conseguenza, si tratta della giornata che vanta il maggior numero di ore di luce, con tutti i benefici che ne derivano anche dal punto di vista della salute e dell'umore.

I solstizi, per principanti

Il termine solstizio deriva dal latino e letteralmente significa Sole fermo, proprio per indicare il fatto che raggiunge (nel culmine della sua traiettoria quotidiana apparente nel cielo) la massima o la minima altezza, prima di invertire la tendenza per i 6 mesi successivi. Nel corso dell'anno si verificano due solstizi: uno a giugno e uno in dicembre: il primo segna nell'emisfero boreale il passaggio dalla primavera all'estate, mentre il secondo indica l'inizio della stagione invernale, con la massima durata della notte. Nell'emisfero australe, ovviamente, la situazione è invertita.

Anche se per convenzione le date del cambio di stagione sono fisse, il momento esatto del solstizio dal punto di vista della configurazione astronomica cambia di qualche ora di anno di anno: quello estivo cade comunque sempre tra il il 20 e il 21 giugno, mentre quello invernale tra il 21 e il 22 dicembre.

Il momento del solstizio, e uno sguardo al cielo

Quest’anno il solstizio d’estate è precisamente il 21 giugno alle ore 5:31 del mattino. In questo momento così speciale, la Terra raggiunge il punto della sua orbita di rivoluzione attorno al Sole in cui i raggi sono perpendicolari al tropico del Cancro, il parallelo che si trova a 23 gradi e mezzo di latitudine nord. Ne deriva che nell’emisfero boreale assistiamo alla giornata più lunga dell’anno, ossia il tempo che intercorre tra quando il sole sorge e tramonta è massimo.

Nella giornata del 21 giugno, infatti, quest’anno in Italia il sole sorge alle ore 5:37, mentre il tramonto è previsto per le 20:51, quindi la durata complessiva del dì è di ben 15 ore e 14 minuti. Ci sono come sempre piccole variazioni in base alla latitudine e alla longitudine in cui ci si trova, che all'interno del territorio italiano possono arrivare a qualche minuto di differenza.

(immagine: Wikimedia Commons)

Dopo il 21 giugno le giornate ricominciano ad accorciarsi, il Sole sembra apparentemente invertire la propria rotta, descrivendo nel cielo archi sempre più bassi e via via più brevi, fino a condurci al prossimo inverno. Ma meglio non fasciarsi la testa anzitempo. Peraltro, proprio nelle notti prossime al solstizio d'estate è possibile anche osservare le stelle cadenti lambda Sagittaridi, sciame di meteore attivo fino alla seconda parte del mese di luglio ma che raggiunge il suo picco proprio in concomitanza delle giornate più lunghe dell'anno.

I benefici dell'allungamento delle giornate

Il solstizio d’estate è un evento da sempre molto atteso, perché segna un momento di passaggio non solo in senso astronomico, ma anche una sorta di rinascita in senso metaforico e biologico. I benefici scientifici dell’allungamento delle ore di luce naturale sono evidenti, tra miglioramento dell'umore, allegria e voglia di essere attivi. I motivi di questo senso di benessere sono da ricercare dall’aumento della produzione di serotonina indotto dalla luce solare. Quest’ultima stimola anche la produzione di vitamina D, che rafforza l’apparato scheletrico e aiuta a contrastare alcune malattie degenerative come l’osteoporosi.

Inoltre, è scientificamente provato che la luce naturale facilita l’attività dei linfociti T, rendendo il nostro sistema immunitario più efficiente e pronto a intervenire in caso di infezioni e malattie. E da non sottovalutare sono anche i benefici per la pelle e per l’apparato cardiocircolatorio. Insomma, il nostro corpo preferisce la luce alle corte giornate invernali, ed è anche per questo che siamo culturalmente propensi ad attendere il solstizio d’estate.

Un evento dal fascino storico

Per tutti questi motivi, il solstizio d’estate ha sempre avuto un valore molto particolare, tanto che come noto veniva festeggiato già dai Greci e nell’antica Roma, anche se in realtà non venivano rispettate le date che conosciamo oggi. Lo stesso facevano i Celti, celebravano l'evento accendendo falò e proponendo riti per trasmettere forza al Sole.

(foto: Pixabay)

Esiste un luogo nel mondo in cui è possibile apprezzare a pieno il fascino intrinseco di questo fenomeno astronomico: il sito neolitico di Stonehenge. All'alba del giorno con il maggior numero di ore di luce è possibile notare il perfetto allineamento delle pietre con i raggi solari. Ancora oggi, a ogni solstizio, i druidi si riuniscono in questa località con abiti tradizionali, per celebrare l’evento con rituali misteriosi e unici a metà strada tra spiritualità, religione e rievocazione storica. Prima della pandemia, migliaia di turisti visitavano il sito patrimonio Unesco in occasione del solstizio d'estate proprio per cogliere i primi raggi di sole attraverso i megaliti. Ma non sarà certo il Covid-19 a porre fine a questa millenaria tradizione.