Foto da Arpatoscana

Lungo la costa livornese e all'isola del Giglio sono state avvistate in questi giorni migliaia di meduse. A renderlo noto è Arpat, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo - con immersioni a Calafuria - per valutare l'entità del fenomeno segnalato. Avvistamenti anche in Sardegna.

Migliaia di meduse invadono le coste livornesi e l'isola d'Elba, i motivi

Le meduse che nei giorni scorsi hanno invaso le coste toscane appartengono alla famiglia Pelagiida, si nutrono di plancton e di piccoli pesci che catturano con i tentacoli dotati di urticanti nematocisti. Si tratta infatti di una medusa velenosa, molto conosciuta e temuta dai bagnanti che ogni anno frequentano le coste toscane per le sue caratteristiche urticanti.

Sebbene in passato queste meduse siano salite spesso alla ribalta delle cronache, per la loro abbondanza in alcune zone costiere, negli ultimi anni gli avvistamenti si sono fatti sempre più frequenti. Ma cosa ha portato al notevole aumento di casi? Ciò dipende sia dal maggior numero di persone che frequentano il mare anche fuori stagione, sia dal fatto che questa specie - prima di diventare planctonica - ha uno stadio larvale bentonico, cioè a "stretto contatto" con il fondale. I pesci di piccole dimensioni - che si cibano delle larve - sono diminuiti a causa dell'antropizzazione e dell'inquinamento del mare, e la riduzione del numero dei predatori è la possibile causa dell'elevata presenza di meduse.

Invasione meduse, un fenomeno molto comune

Il fenomeno - ha spiegato l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana - è molto comune in questo periodo. L'autunno coincide infatti con la fioritura della medusa Pelagia noctiluca, nota anche come medusa luminosa, a causa della sua bioluminescenza di colore verde che la rende visibile anche di notte. Oltre che sulle coste della Toscana, le meduse velenose sono state avvistate in gran numero anche in Sardegna.