(foto: Pixabay)

Fino a qualche anno fa, vivere in un'immensa isola artificiale in mare aperto sarebbe stato un sogno impossibile da realizzare. E invece ora non solo sembra possibile, ma i progetti in tutto il mondo di questo genere sono sempre più numerosi, e parecchi di questi sono anche molto vicini alla fase di realizzazione e di completamento. Di isole artificiali ne esistono di varie tipologie: possono essere delle espansioni di isole naturali già esistenti, oppure il consolidamento di formazioni artificiali precedenti. Ancora, possono sorgere su acque basse, o essere realizzate con strutture galleggianti su acque profonde.

Una moda che promette bene per l'ambiente

La pandemia, come abbiamo già raccontato qui su Meteo.it, ha determinato un aumento della voglia di viaggiare e soprattutto di spostarsi in luoghi esotici, dove potersi rilassare e vivere in una sorta di paradiso terrestre. Ed è proprio questo il contesto in cui si inseriscono le isole artificiali, che hanno visto un aumento significativo in termini di attenzione mediatica, di interesse imprenditoriale e di curiosità presso il grande pubblico.

(foto: Julius Siver/Pixabay)

A rendere il tutto ancora più affascinante è l'intrinseco impegno per l'ambiente e per la sostenibilità: in queste isole verranno infatti realizzati progetti incentrati sulle energie rinnovabili, per mescolare al fascino dell'esotico la tutela del nostro pianeta. Va detto però che a oggi, in realtà, di esempi concreti a scarso impatto ambientale ce ne sono davvero pochi, soprattutto se ci si limita a considerare quelli già del tutto realizzati. Nei prossimi anni, invece, in tante aree del mondo si prevede la realizzazione di imponenti opere artificiali in mare aperto, che secondo i progetti potranno arrivare a ospitare contemporaneamente decine di migliaia di persone ciascuna.

La Blue Estate nel Mar dei Caraibi

Tra tutte le isole artificiali ecologiche, quella più rappresentativa e allo stesso tempo più esclusiva pare essere la Blue Estate nel Mar dei Caraibi, situata a circa 25 minuti di volo dalla capitale dell'arcipelago delle Bahamas, Nassau, e circa a un'ora e mezza da Miami, negli Stati Uniti. Una volta completata, sarà un’isola residenziale lussuosa, che potrà ospitare fino a 15mila persone. Le abitazioni saranno di varie tipologie: ci saranno dei monolocali da soli 16.600 euro, così come ville extra-lusso da un miliardo (sì, un miliardo) di euro. Ma l'aspetto più sorprendente è che ci sarà spazio per tutto: scuole internazionali di varie tipologie, ospedali all’avanguardia, centri sportivi, ristoranti, locali serali alla moda e molti altri servizi. Insomma, sarà come vivere in un mondo parallelo, con abitudini e consuetudini simili, ma vissute in modo esclusivo e decisamente non convenzionale.

Il progetto dell'isola artificiale Blue Estate (foto: IPA)

Non mancherà comunque l'attenzione verso l’ambiente, visto che sarà un'isola a impatto zero: sarà infatti alimentata interamente da risorse rinnovabili, e inoltre diventerà un luogo di ricerca per la realizzazione di progetti all'insegna della sostenibilità e della tutela degli oceani. Il progetto è ancora agli albori, visto che l’idea è nata appena 6 mesi fa, ma l’inizio dei lavori è previsto già per il 2022 e - se tutto procede come da copione - il completamento dovrebbe essere entro il 2025.

L'arcipelago artificiale di Copenaghen

In una delle città green per eccellenza, Copenaghen in Danimarca, è stato finalizzato un progetto per la costruzione di un arcipelago di isole artificiali, denominato Lynetteholmen, collegate direttamente con il capoluogo danese. Il progetto è a dir poco ambizioso, e la sua realizzazione oltre a essere molto costosa (circa 2,7 miliardi di euro stimati) inizierà solo nel 2035, per terminare secondo le stime nel 2070. Facendo riferimento al progetto attuale, approvato pochi giorni fa dal parlamento nazionale, l’intera opera occuperà una superficie 3 chilometri quadrati e potenzialmente potrà ospitare 35mila persone. Le varie isole occuperanno posizioni strategiche che, insieme ad apposite dighe, rallenteranno l’innalzamento delle acque in occasione delle maree.

Il progetto del'arcipelago Lynetteholmen

Nonostante il progetto nasca con scopi ambientalistici ed ecologici, le associazioni green hanno già mosso diverse critiche all'idea, manifestando grandi perplessità sui reali effetti benèfici per il clima e per il pianeta in generale. Anzitutto a preoccupare è la contaminazione delle acque, poi gli effetti sugli ecosistemi acquatici dovuti dalla realizzazione di una struttura così immensa, e infine l'impatto ambientale e l'inquinamento per il trasporto dei materiali: si stima un impiego di 350 camion al giorno, anche se ci si impegna a impiegare solo mezzi di trasporto elettrici per evitare emissioni dirette di anidride carbonica.

Altre isole artificiali nel mondo

Se si chiude un occhio sulla questione ecologica, le isole artificiale sono già oggi moltissime in tutto il mondo. Per esempio il Giappone, nonostante possegga oltre 6mila isole naturali, detiene il primato per il maggior numero di isole artificiali create, con 249 chilometri quadrati di estensione complessiva.

(foto: Wikimedia Commons)

Non da meno sono gli Emirati Arabi Uniti che hanno dato vita a 3 isole artificiali di grandi dimensioni: Yas Island, Palm Jebel Ali e Palm Jumeirah. La loro particolarità è che sono a forma di palma schiacciata, quindi facilmente visibili e riconoscibili anche dallo spazio. Infine, è d'obbligo citare Hong Kong, dall'isola di Chek Lap Kok al centro espositivo Hkcec, fino al progetto visionario del Lantau Tomowwor Vision.