Per colpa del cambiamento climatico e della distruzione degli habitat naturale, il numero di bombi sta crollando e il rischio estinzione per questi insetti si fa sempre più concreto. In quanto insetti impollinatori, la loro scomparsa condiziona i delicati equilibri ambientali e rischia di compromettere la salute di molte piante e, di conseguenza, potrebbe arrivare a incidere anche sulle colture di frutta e di verdura.

Una specie chiave per gli equilibri ambientali

I bombi appartengono - come le api europee - alla famiglia delle apidi e si nutrono di polline e nettare delle piante. La loro caratteristica distintiva è la forma del corpo tozza e arrotondata, con una lunghezza variabile dai 9 ai 16 millimetri (le regine più grandi possono arrivare anche ai 2,8 centimetri).
Al pari di altri insetti impollinatori, il loro ruolo è fondamentale per la riproduzione delle piante e la salvaguardia dell’equilibrio degli ecosistemi viventi.

A segnalare il pericolo rappresentato dalla possibile estinzione dei bombi è stata l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (più nota come Fao), secondo cui il 35% degli impollinatori invertebrati, come api e farfalle, si trova oggi in pericolo.

La colpa è, come al solito, della crisi climatica, dell’utilizzo dei pesticidi e dell’emissione continua di enormi quantità di anidride carbonica. Tutti questi fattori stanno rendendo molte aree del nostro pianeta inospitali per gli insetti, determinando la creazione di circoli viziosi che finiscono per coinvolgere e danneggiare moltissime specie viventi.