Da giovedì 14 luglio saranno ammesse sulle strade, attraverso un’integrazione della Convenzione di Vienna sui trasporti, forme di guida autonoma. Si tratta di un nuovo modo di concepire la guida, dove il ruolo dell’autista diventa sostanzialmente marginale. E a breve saranno stabilite delle regole internazionali valide in modo uniforme per tutti i paesi dell’Unione europea, chiamati ad apportare modifiche al Codice della strada per adeguarsi alla Convenzione di Vienna. Ma andiamo con ordine.

L’auto a guida autonoma è ancora molto lontana

Il modo di guidare, forse, nei prossimi anni cambierà in maniera radicale grazie all'avvento di tecnologie sempre più precise. Se ne parla da anni, ma in termini pratici è cambiato molto poco, tanto che sembra necessaria ancora un bel po' di pazienza. Già da questa settimana però, se nessuno stato avrà fatto ricorso, inizierà l’era della guida autonoma, almeno dal punto di vista formale.

Anche tralasciando tutte le questioni legali, amministrative ed etiche, ci sono ancora una serie di problemi tecnici. Di fatto, le auto a guida autonoma non funzionano così bene e la tecnologia, per quanto promettente, non ancora è abbastanza affidabile. L’azienda più all’avanguardia in questo settore è probabilmente Tesla, ma le sue auto non paiono del tutto sicure e, a volte, sbandano senza motivo.

Il problema principale da risolvere riguarda il contesto urbano, ossia il fatto che sia necessario fare coesistere vetture a guida autonoma con altre a guida manuale: mentre guidano, infatti, le persone commettono errori e hanno comportamenti non sempre razionali, con la conseguenza di mettere in grande difficoltà i sistemi di guida autonoma. Se tutti gli automobilisti rispettassero alla lettera il Codice della strada e si muovessero in maniera prudente nel traffico cittadino, le automobili a guida autonoma funzionerebbero già alla perfezione. Purtroppo, però, le cosiddette self-driving car non sono ancora in grado di gestire in maniera rapida ed efficace imprevisti e ostacoli improvvisi con cui - come sa bene chi è abituato a guidare - costantemente bisogna fare i conti.

Insomma, in un certo senso non è colpa dei computer bensì degli esseri umani, che sono imprevedibili e non razionali, ma il risultato è comunque il medesimo: il rischio di incidenti o di creare ulteriore scompiglio nel traffico urbano è ancora troppo alto e servono miglioramenti significativi dal punto di vista tecnologico prima che la guida autonoma diventi realtà nelle nostre città.