L’anidride carbonica (CO2) nella sua forma adatta all'uso alimentare sta diventando sempre più difficile da reperire. Di conseguenza, l’acqua frizzante e le bibite gassate rischiano di scomparire dai reparti dei supermercati, o quantomeno di raggiungere prezzi sempre più alti.

Tutto ciò non ha nulla a che vedere con i problemi di siccità che stiamo affrontando in queste settimane, ma si tratta di un’ulteriore conseguenza dell’aumento dei costi dell’energia e dei problemi dei trasporti. A dare l’allarme sono state negli ultimi giorni varie aziende imbottigliatrici di acque minerali, costrette a ridurre la propria produzione di tutte le bevande gassate.

Un problema non solo italiano e multi-settore

Durante l’estate le bevande gassate rappresentano una fonte di refrigerio e un piacere per molti italiani, poiché spesso percepite come più dissetanti. Ma per la realizzazione di questi prodotti serve l'anidride carbonica a uso alimentare, che ora è diventata un bene quanto mai prezioso.

Un po’ per colpa della crisi energetica, in parte perché i fornitori di CO2 preferiscono destinare la loro produzione prevalentemente al settore sanitario, negli ultimi giorni la situazione sta rapidamente degenerando. Non è comunque la prima volta che si verifica una carenza di anidride carbonica per usi alimentari: era già capitato alla fine del 2021, anche se allora si era riusciti a metterci una pezza senza particolari conseguenze. Questa volta, invece, la situazione appare decisamente più complessa.

L’emergenza non riguarda solamente l’Italia, ma di fatto tutti i produttori europei di bevande e bibite gassate si trovano nelle stesse condizioni. Inoltre anche altri settori, come quello dolciario, evidenziano una situazione preoccupante, in quando l’anidride carbonica è essenziale per la produzione e la conservazione di certi cibi.

Una possibile proposta su come tentare di risolvere o alleviare il problema è arrivata da Coldiretti: l’anidride carbonica per l’acqua frizzante potrebbe provenire dagli allevamenti animali, trasformando quello che oggi è un problema ambientale in una risorsa energetica e industriale. Tuttavia, è più facile a dirsi che da fare, perché questa soluzione all’apparenza percorribile necessita in realtà di una riorganizzazione dell’intero settore, impossibile da mettere a punto in pochi giorni per sopperire all'attuale carenza.